Incinerator Operations
Cosa si può incenerire a bordo, dove è vietato farlo, e come tenere traccia delle ceneri prodotte.
Spiegazione operativa
L'incenerimento a bordo consente di ridurre il volume dei rifiuti solidi e dello sludge, ma è soggetto a restrizioni precise su cosa può essere incenerito, dove, e come vanno gestite le ceneri risultanti.
Non esiste un divieto MARPOL di incenerire in porto
La Regola 16 dell'Annesso VI, nella versione della risoluzione MEPC.328(76), limita l'incenerimento per sostanza (16.2 e 16.3) e per apparecchiatura (16.1: «Except as provided in paragraph 4 of this regulation, shipboard incineration shall be allowed only in a shipboard incinerator»). L'unico limite geografico è il 16.4, e va letto per intero: «Shipboard incineration of sewage sludge and sludge oil generated during normal operation of a ship may also take place in the main or auxiliary power plant or boilers, but in those cases, shall not take place inside ports, harbours or estuaries».
Il soggetto grammaticale è l'incenerimento nell'apparato motore principale o ausiliario o nelle caldaie, e l'inciso «in those cases» aggancia il divieto a quella sola ipotesi. Il 16.4 è una deroga al 16.1: consente di bruciare fanghi e morchie fuori dall'inceneritore, e in cambio pone il limite del porto. Chi usa l'inceneritore approvato non è toccato da quella frase.
Questo non significa che si possa accendere l'inceneritore ovunque. Significa che il divieto, dove esiste, ha un'altra fonte: è nazionale, sub-nazionale o portuale. Due esempi documentati. La California vieta l'onboard incineration entro tre miglia dalla costa (17 CCR §93119): «no cruise ship or oceangoing ship owner or operator … shall conduct onboard incineration within three miles of the California coast, except when required to be operated under the direction or supervision of the United States Coast Guard». Il regolamento del porto di Rotterdam è ancora più secco (Port By-Laws 2020, art. 4.1): «It is prohibited … to use a waste incinerator on board a vessel in the port». La differenza pratica è questa: la conferma da chiedere alla plancia non è «siamo in porto?» ma «in quale giurisdizione siamo, e che cosa dice il suo regolamento?».
Riferimento normativo
MARPOL Annex VI, Regulation 16. Vietato incenerire: residui di carico soggetti ad Annex I/II/III e materiali di imballaggio contaminati, PCB, rifiuti contenenti più che tracce di metalli pesanti, prodotti petroliferi raffinati contenenti composti alogenati, fanghi di depurazione e sludge oil non prodotti a bordo, residui dei sistemi di depurazione dei gas di scarico. Il PVC ha un regime proprio (Reg. 16.3): è vietato salvo negli inceneritori muniti di Certificato di Omologazione IMO. Fanghi e sludge oil prodotti dalle normali operazioni possono essere inceneriti nell'apparato motore o nelle caldaie, ma non in porti, porti rifugio ed estuari (Reg. 16.4).
Le temperature sono la parte operativa della Regola, e stanno in due posti diversi. Nella Regola 16.9 stanno le soglie di esercizio, e distinguono i due tipi di apparato: negli inceneritori ad alimentazione continua «waste shall not be fed into the unit when the combustion chamber gas outlet temperature is below 850°C» — è un divieto di alimentare, non un semplice valore di riferimento; in quelli a carica discontinua l’unità deve essere progettata perché la temperatura all’uscita dei gas raggiunga 600 °C entro cinque minuti dall’avviamento e si stabilizzi poi a non meno di 850 °C. La stessa 16.9 impone che la temperatura sia monitorata in ogni momento in cui l’apparato è in funzione.
L’intervallo 850-1.200 °C che si sente citare non è nella Regola 16: sta nell’Appendice IV dell’Annesso VI, fra i limiti di esercizio che l’apparato deve rispettare per il tipo approvato, insieme a ossigeno in camera di combustione fra 6 e 12%, monossido di carbonio nei fumi in media non oltre 200 mg/MJ, numero di fuliggine medio massimo Bacharach 3 o Ringelman 1, e componenti incombusti nelle ceneri non oltre il 10% in peso. Gli stessi valori sono nella specifica standard, risoluzione MEPC.244(66).
Due obblighi documentali chiudono il quadro: la Regola 16.7 impone che l’apparato sia corredato del manuale del costruttore, conservato con l’unità, che specifichi come operare entro i limiti dell’Appendice IV; e la 16.8 impone che il personale addetto sia formato per applicarlo. Il certificato di omologazione IMO riporta, fra l’altro, proprio la temperatura media dei gas in uscita: è il documento con cui si verifica che i valori misurati a bordo corrispondano a quelli per cui l’apparato è stato approvato.
Campo di applicazione
Ogni nave dotata di incineratore approvato secondo la MEPC.244(66) o standard equivalenti.
Procedura / Come si compila
- Verificare che il rifiuto da incenerire non rientri tra le categorie vietate.
- Verificare la giurisdizione in cui la nave si trova e il regolamento che vi si applica prima dell'accensione. La MARPOL non vieta l'uso dell'inceneritore approvato in porto; i divieti sono nazionali, sub-nazionali o portuali, e cambiano da scalo a scalo. Il divieto MARPOL del 16.4 riguarda l'altra cosa: bruciare fanghi e morchie nell'apparato motore o nelle caldaie, che in porti, rade ed estuari non si fa.
- Registrare l'operazione dove il materiale richiede, non in un registro unico: l'incenerimento di rifiuti soggetti all'Annesso V va nel Garbage Record Book, con i particolari previsti dal formato applicabile; la combustione di residui oleosi (sludge) va nell'Oil Record Book Parte I, codice C e voce applicabile. Altri log operativi si tengono solo se li prevedono il manuale approvato, l'SMS, la bandiera o una regola locale.
- Gestire le ceneri di incenerimento come categoria di garbage e registrare nel Garbage Record Book le operazioni che il formato applicabile prevede — in particolare gli sbarchi a terra e gli incenerimenti pertinenti. Il GRB registra operazioni, non quantità generate.
- Verificare periodicamente la temperatura di combustione e la manutenzione secondo le specifiche del costruttore.
Esempio pratico
Il modello del Garbage Record Book — Appendice II dell'Annesso V, ris. MEPC.201(62), oggi sostituito da quello della ris. MEPC.277(70) — chiede la quantità stimata in metri cubi, non in chilogrammi; e per una consegna a un impianto di raccolta la colonna della posizione porta il porto o l'impianto, non una posizione in navigazione, che appartiene alle voci di scarico in mare o di incenerimento.
La voce corretta separa due operazioni distinte, ciascuna con la propria riga. L'incenerimento: data e ora, due posizioni della nave — all'inizio e all'arresto dell'incenerimento, categoria del rifiuto bruciato, quantità stimata in m³ nella colonna Incineration, firma. La consegna a terra delle ceneri risultanti: data, porto o impianto — «Trieste, impianto X» — categoria «Incinerator ashes», quantità stimata in m³ nella colonna To Reception Facility or Ship, firma, e la ricevuta dell'impianto conservata con il registro.
Su quale modello, però. Fino a qui questa scheda ancorava il modulo del Garbage Record Book alla ris. MEPC.201(62), in vigore dal 1° gennaio 2013. Il modulo in due parti non viene da lì: viene dalla ris. MEPC.277(70), in vigore dal 1° marzo 2018. La Parte I vale per tutte le navi e copre le categorie da A a I; la Parte II riguarda le sole navi che trasportano carichi solidi alla rinfusa, con J Cargo residues (non-HME) e K Cargo residues (HME).
E non è solo una data. Le due risoluzioni assegnano lettere diverse alle stesse categorie. Nel modulo unico della MEPC.201(62) i residui di carico erano G, le carcasse animali H, gli attrezzi da pesca I. Nella Parte I della MEPC.277(70) la F sono i rifiuti operativi, la G le carcasse animali, la H gli attrezzi da pesca e la I i rifiuti elettronici. Chi segue una scheda ancorata alla risoluzione vecchia registra i residui di carico sotto G, quando oggi G sono le carcasse animali: la citazione sbagliata non resta sulla carta, produce una registrazione sbagliata. Le ceneri da incenerimento sono la categoria E — Incinerator ashes della Parte I, in entrambe le versioni.
Sul formato della data: il modello dell'Appendice II non ne prescrive nessuno, e lo diciamo perché ce lo aspettavamo diverso. Resta il consiglio pratico di usarne uno non ambiguo: «21.07.2026» si legge senza dubbi solo perché 21 non può essere un mese, mentre «07.06.2026» letto da un ispettore abituato all'ordine mese-giorno diventa un'altra data.
Cosa va tipicamente storto
Errori ricorrenti Mistake Library
| Errore | Conseguenza | Come evitarlo |
|---|---|---|
| Incenerimento in porto trattato come una violazione dell'Annesso VI | Si cerca nella MARPOL un divieto che non c'è e si perde di vista quello che conta davvero: il regolamento del porto o dello Stato costiero, che varia da scalo a scalo e che è la fonte delle sanzioni effettive | Coordinamento plancia-macchina prima di ogni accensione, con la domanda giusta: non «siamo in porto?» ma «quale regolamento locale si applica qui?» |
| Incenerimento di rifiuti vietati (es. PVC) | Violazione grave, danno ambientale | Formazione equipaggio su categorie vietate |
| Ceneri non registrate nel Garbage Record Book | Incongruenza tra rifiuti prodotti e smaltiti | Registrazione sistematica delle ceneri come categoria dedicata |
Cosa controlla il PSCO
Suggerimenti operativi
- Definisci una procedura interna che richieda conferma di plancia prima dell'accensione — non sulla domanda «siamo in porto?», ma sulla giurisdizione e sul regolamento locale applicabile. Tieni a bordo un elenco degli scali abituali con la loro regola sull'incenerimento: è l'unico modo di rispondere in tempo utile.
- Forma l'equipaggio sulle categorie di rifiuto vietate all'incenerimento.
- Per lo sludge oil usa l'Oil Record Book, non il Garbage Record Book come registro sostitutivo: la rotta documentale deve restare coerente con il materiale incenerito.
Checklist di preparazione
Checklist didattica. Questo riepilogo serve allo studio e alla preparazione. Non sostituisce le procedure approvate della nave, i manuali, i documenti statutari, il SMS della Compagnia o i requisiti ufficiali applicabili. Il completamento non dimostra conformità né prontezza a un'ispezione: attesta che si è letta una lista, non che la nave sia a posto. Verificare sempre i documenti aggiornati presenti a bordo.
- Regolamento locale dello scalo verificato prima dell'accensione (la MARPOL non pone un divieto generale in porto: i divieti sono nazionali o portuali)
- Se si bruciano fanghi o morchie nell'apparato motore o nelle caldaie: nave fuori da porti, rade ed estuari (Reg. 16.4)
- Rifiuto verificato come non vietato
- Temperatura e parametri di combustione nella norma
- Ceneri registrate nel Garbage Record Book
FAQ
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Ultima revisione sostanziale di questa scheda: 28 agosto 2026 · impronta della pagina 259834afdb9c