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Guida operativa · Procedura operativa

SOPEP — Shipboard Oil Pollution Emergency Plan

Il piano di emergenza per gli sversamenti di idrocarburi: deve essere pronto all'uso, non solo presente a bordo.

SOPEPemergenzasversamentoMARPOL Annex I

Spiegazione operativa

Il SOPEP è il piano approvato che descrive le azioni immediate da intraprendere in caso di sversamento di idrocarburi: notifica alle autorità, contenimento, uso dei materiali antinquinamento di bordo, contatti di emergenza aggiornati.

Riferimento normativo

MARPOL Annex I, Regulation 37. Le navi di 150 GT e oltre che trasportano sostanze nocive liquide alla rinfusa tengono lo SMPEP previsto dalla Regola 17 dell'Annesso II. I due piani possono essere combinati in un documento unico, come l'IMO stessa suggerisce: il contenuto in larga parte coincide, e in emergenza un piano solo è più pratico di due.

Il piano è una cosa, l'obbligo di segnalare ne è un'altra, e non sta nell'Annesso. Sta nell'Articolo 8 della Convenzione — «A report of an incident shall be made without delay to the fullest extent possible in accordance with the provisions of Protocol I to the present Convention» — e nel Protocollo I, che ne detta il regime in cinque articoli: Duty to report (I), When to make reports (II), Contents of report (III), Supplementary report (IV), Reporting procedures (V). Il SOPEP dice alla nave come reagire; il Protocollo I stabilisce quando e a chi deve parlare, ed è la parte che manca più spesso quando un evento finisce in inchiesta.

Chi riferisce. L'Articolo I mette l'obbligo in capo al «master or other person having charge of any ship». E prevede il caso peggiore: se la nave è abbandonata, o se il rapporto è incompleto o non ottenibile, l'obbligo passa «to the owner, charterer, manager or operator of the ship, or their agent». Non esiste uno scenario in cui nessuno debba riferire.

Quando. L'Articolo II elenca quattro presupposti, e il terzo è quello che a bordo si sottovaluta perché non riguarda l'inquinamento. Il rapporto è dovuto in caso di: scarico oltre il limite consentito o scarico probabile di olio o di sostanze nocive liquide, «for whatever reason including those for the purpose of securing the safety of the ship or for saving life at sea» (a); scarico o scarico probabile di sostanze nocive in colli, container, cisterne portatili, veicoli stradali e ferroviari, chiatte di bordo (b); danno, avaria o guasto di una nave di lunghezza pari o superiore a 15 metri che «affects the safety of the ship; including but not limited to collision, grounding, fire, explosion, structural failure, flooding, and cargo shifting», oppure che «results to impairment of the safety of navigation; including but not limited to, failure or breakdown of steering gear, propulsion plant, electrical generating system, and essential shipborne navigational aids» (c); e lo scarico operativo eccedente la quantità o il rateo istantaneo consentiti (d). Il comma (c) impone dunque di riferire un’avaria di timone o un blackout anche senza una goccia in mare: il presupposto è il rischio, non l’evento.

Cosa, come, e poi ancora. Il contenuto minimo (Articolo III) è identità delle navi coinvolte, ora, tipo e posizione dell'evento, quantità e tipo di sostanza, misure di assistenza e salvataggio. La procedura (Articolo V): «by the fastest telecommunications channels available with the highest possible priority to the nearest coastal State» — allo Stato costiero più vicino, non alla bandiera, non all'armatore per primo. E l'Articolo IV impone di integrare il rapporto iniziale con gli sviluppi successivi e di rispondere alle richieste di informazioni degli Stati interessati: la segnalazione è un flusso, non un adempimento che si chiude con l'invio. I formati e le procedure operative sono nella risoluzione A.851(20), che al §3.2 richiama espressamente l'Articolo V(1) del Protocollo I.

Campo di applicazione

Ogni petroliera di 150 GT e oltre e ogni altra nave di 400 GT e oltre deve avere a bordo un SOPEP approvato dall’Amministrazione (Regola 37.1). Le 150 GT non sono un requisito aggiuntivo per le petroliere: sono la loro soglia di applicabilità, più bassa di quella delle altre navi.

Procedura / Come si compila

  1. Verificare che il piano sia la versione più recente approvata, con i dati nave corretti.
  2. Controllare che l'elenco dei contatti di emergenza (Flag, P&I Club, agenzie locali, autorità costiere) sia aggiornato.
  3. Verificare disponibilità, scadenza e ubicazione dell'attrezzatura e dei materiali di risposta che il SOPEP/SMPEP approvato, l'SMS della compagnia e le prescrizioni di bandiera e dello Stato costiero o di approdo indicano per questa nave: la dotazione non è la stessa per tutte. I disperdenti non si impiegano se non consentiti dall'autorità competente e previsti dagli arrangiamenti di risposta approvati.
  4. Condurre il drill SOPEP secondo la periodicità prevista dal Safety Management System.
  5. Documentare il drill: scenario, partecipanti, tempi di risposta, criticità emerse, azioni correttive.

Esempio pratico

Esempio di scenario drill: simulazione di perdita durante il bunkeraggio, con attivazione della squadra di emergenza, posizionamento panne assorbenti, notifica simulata all'autorità portuale, debrief e registrazione delle criticità (es. tempo di reperimento materiali superiore all'atteso).

Cosa va tipicamente storto

Ispezioni Vetting e PSC hanno rilevato ripetutamente SOPEP con contatti di emergenza obsoleti (numeri di telefono non più validi, agenzie cambiate) mai aggiornati dopo il rinnovo dei contratti di gestione — una non conformità semplice da evitare ma frequente.

Errori ricorrenti Mistake Library

ErroreConseguenzaCome evitarlo
Contatti di emergenza non aggiornatiRitardo nella notifica in caso di sversamento realeRevisione dei contatti ad ogni cambio di gestione o agenzia
Drill non documentato o genericoNon conformità in audit ISM, observation in ispezione SIRE/CDIRegistrare scenario, tempi e lezioni apprese per ogni drill
Materiali di contenimento scaduti o insufficientiIncapacità di risposta realeControllo periodico di scorte e scadenze

Cosa controlla il PSCO

Gli ispettori di vetting SIRE e CDI e i Port State Control Officer (PSCO) verificano la data dell'ultimo drill SOPEP e la coerenza dei contatti di emergenza con la situazione attuale della gestione nave. Attenzione alla differenza di esito: il PSCO rileva una deficiency con action code, l'ispettore di vetting registra una observation nel Ship Inspection Report, l'auditor ISM emette una non conformità. Il TMSA non produce nessuna delle tre: è l'autovalutazione della Compagnia, non un'ispezione condotta a bordo.

Suggerimenti operativi

Checklist di preparazione

Checklist didattica. Questo riepilogo serve allo studio e alla preparazione. Non sostituisce le procedure approvate della nave, i manuali, i documenti statutari, il SMS della Compagnia o i requisiti ufficiali applicabili. Il completamento non dimostra conformità né prontezza a un'ispezione: attesta che si è letta una lista, non che la nave sia a posto. Verificare sempre i documenti aggiornati presenti a bordo.

FAQ

Ogni quanto va fatto il drill SOPEP?
Secondo la periodicità stabilita dal Safety Management System della compagnia, tipicamente almeno annuale, integrato con i drill di emergenza generali.
Il SOPEP sostituisce l'SMPEP?
No: le navi che trasportano NLS (Noxious Liquid Substances) alla rinfusa devono avere anche l'SMPEP secondo MARPOL Annex II.

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