Scarichi in Acque Polari: Requisiti MARPOL e Polar Code Parte II-A
In Artico lo scarico di idrocarburi è vietato, ma non «senza eccezioni»: la risoluzione che ha introdotto il divieto ha emendato la Regola 4 dell'Annesso I proprio per preservarle. E il Polar Code non parla solo di idrocarburi: per liquami e rifiuti detta distanze e misure precise.
Spiegazione operativa
Il Polar Code (International Code for Ships Operating in Polar Waters) ha reso obbligatoria, tramite la sua Parte II-A, una serie di restrizioni sugli scarichi in acque polari più severe di quelle previste dal solo MARPOL, incorporate come requisiti aggiuntivi negli Annessi I, II, IV e V. Il paragrafo 1.1.1 è di una riga: «In Arctic waters any discharge into the sea of oil or oily mixtures from any ship shall be prohibited». Nessuna soglia di stazza, nessun limite di concentrazione, nessuna condizione di navigazione: dove altrove si scarica a 15 ppm, in Artico non si scarica.
Ma non «senza eccezioni»
La risoluzione MEPC.265(68), che ha inserito il Polar Code negli Annessi MARPOL, contiene questa istruzione: il chapeau della Regola 4 dell'Annesso I «is replaced with the following: ‘Regulations 15 and 34 of this Annex and paragraph 1.1.1 of part II-A of the Polar Code shall not apply to:’». Il seguito della Regola 4 non è stato toccato, e continua a esentare lo scarico necessario per garantire la sicurezza della nave o per salvare vite umane, quello risultante da avaria alla nave o al suo equipaggiamento (a condizione che siano state prese tutte le precauzioni ragionevoli e che non vi sia dolo o colpa cosciente) e l'impiego di sostanze antinquinamento approvate per combattere un episodio di inquinamento.
Non è un caso isolato: lo stesso schema è stato replicato in tutti gli altri Annessi. La MEPC.265(68) ha inserito il capitolo 2 del Polar Code nel chapeau della Regola 3 dell'Annesso II, la sezione 4.2 in quello della Regola 3 dell'Annesso IV e la sezione 5.2 in quello della Regola 7 dell'Annesso V. La scelta è sistematica, e dice che cosa significa davvero il divieto polare: assoluto rispetto agli scarichi operativi, non rispetto alle situazioni di emergenza. Scrivere «senza eccezioni» non è un'esagerazione innocua: suggerisce al Comandante che in avaria non ha una via legittima, ed è l'opposto di quello che la Convenzione gli dice.
Due precisazioni sull'ambito. Il paragrafo 1.1.1 non si applica alla zavorra pulita o segregata (paragrafo 1.1.2). E i capitoli 1 e 2 parlano di acque artiche, non di acque polari in genere: in Antartide il divieto viene già dall'Annesso I, che tratta l'area antartica come Area Speciale con divieto assoluto (Regola 15.4). I capitoli 4 e 5 sono invece costruiti diversamente, e vanno letti area per area.
Annesso II — sostanze liquide nocive
Il capitolo 2 è altrettanto breve: «In Arctic waters any discharge into the sea of noxious liquid substances (NLS), or mixtures containing such substances, shall be prohibited». Vale l'ambito artico. Per le navi di categoria A e B costruite dal 1° gennaio 2017, il trasporto delle NLS classificate ship type 3 nel capitolo 17 (colonna e) del Codice IBC, o identificate come NLS nel capitolo 18, in casse di navi di tipo 3 è subordinato all'approvazione dell'Amministrazione, con esito riportato sul certificato.
Annesso IV — liquami: le distanze dal ghiaccio
Qui il Polar Code dà numeri, e il capitolo 4 si applica a tutte le acque polari, artiche e antartiche. Lo scarico è vietato salvo che sia conforme all'Annesso IV e a una di queste tre condizioni:
- liquami triturati e disinfettati secondo la Regola 11.1.1: a più di 3 miglia nautiche da qualunque ice-shelf o fast ice, e comunque il più lontano possibile da aree con concentrazione di ghiaccio superiore a 1/10;
- liquami né triturati né disinfettati: a più di 12 miglia nautiche da qualunque ice-shelf o fast ice, con lo stesso vincolo sulla concentrazione di ghiaccio;
- nave dotata di impianto di trattamento approvato conforme alla Regola 9.1.1 o 9.2.1: scarico secondo la Regola 11.1.2, il più lontano possibile dalla terra più vicina, da ice-shelf, fast ice e concentrazioni superiori a 1/10, senza una distanza fissa.
Le navi di categoria A e B e tutte le navi passeggeri costruite dal 1° gennaio 2017 possono scaricare soltanto con impianto di trattamento approvato: per loro le prime due strade sono chiuse. Il paragrafo 4.2.3 chiude le stesse due strade a un secondo gruppo di navi, e senza alcuna condizione di data di costruzione: «Notwithstanding the requirements of paragraph 4.2.1, category A and B ships that operate in areas of ice concentrations exceeding 1/10 for extended periods of time, may only discharge sewage using an approved sewage treatment plant certified by the Administration to meet the operational requirements in either regulation 9.1.1 or 9.2.1 of MARPOL Annex IV». Una nave di categoria A o B che opera per periodi prolungati in aree con concentrazione di ghiaccio superiore a 1/10 ha quindi come unica via l'impianto approvato, che sia stata costruita prima o dopo il 1° gennaio 2017. Ice-shelf e fast ice non sono sinonimi di banchisa: il primo è una piattaforma galleggiante di notevole spessore ancorata alla costa, il secondo è ghiaccio marino saldato alla riva. La distanza si misura da quelli, non dal ghiaccio in genere.
Annesso V — rifiuti: 12 miglia, 25 millimetri, e il divieto sul ghiaccio
In acque artiche lo scarico ammesso dalla Regola 4 dell'Annesso V deve inoltre soddisfare quattro condizioni che la scheda finora non nominava:
- i residui alimentari si scaricano solo il più lontano possibile da concentrazioni di ghiaccio superiori a 1/10 e comunque a non meno di 12 miglia nautiche dalla terra più vicina, dall'ice-shelf più vicino o dal fast ice più vicino;
- devono essere triturati o macinati fino a passare per uno schermo con aperture non superiori a 25 mm, e non devono essere contaminati da altri tipi di rifiuto;
- i residui alimentari non si scaricano sul ghiaccio;
- lo scarico di carcasse di animali è vietato.
I residui di carico non recuperabili con i normali mezzi di sbarco si possono scaricare solo con nave in navigazione e a tre condizioni cumulative: che l'acqua di lavaggio delle stive non contenga sostanze classificate nocive per l'ambiente marino, che porto di partenza e porto di destinazione siano entrambi in acque artiche senza uscirne durante la tratta, e che in quei porti non esistano impianti di raccolta adeguati. Soddisfatte tutte e tre, il paragrafo 5.2.1.5.4 prescrive dove: lo scarico dell'acqua di lavaggio delle stive contenente residui va fatto il più lontano possibile da aree con concentrazione di ghiaccio superiore a 1/10 e comunque a non meno di 12 miglia nautiche dalla terra più vicina, dall'ice-shelf più vicino o dal fast ice più vicino.
Nell'area antartica il capitolo 5 chiede due cose: lo scarico ammesso dalla Regola 6 dell'Annesso V deve avvenire il più lontano possibile da concentrazioni superiori a 1/10 e comunque a non meno di 12 miglia nautiche dal fast ice più vicino — qui il testo nomina il solo fast ice, non l'ice-shelf — e vale anche qui il divieto di scaricare residui alimentari sul ghiaccio.
Riferimento normativo
Polar Code Parte II-A (obbligatoria dal 2017, integrata in MARPOL Annessi I, II, IV e V): scarico di idrocarburi e miscele oleose vietato in acque artiche (par. 1.1.1, salva la zavorra pulita o segregata del par. 1.1.2); scarico di NLS vietato in acque artiche (par. 2.1.1); liquami ammessi in tutte le acque polari a 3 miglia da ice-shelf o fast ice se triturati e disinfettati, a 12 miglia se non lo sono, senza distanza fissa con impianto di trattamento approvato (sez. 4.2); per le navi di categoria A e B che operano per periodi prolungati in aree con concentrazione di ghiaccio superiore a 1/10 l'impianto approvato conforme alla Regola 9.1.1 o 9.2.1 è l'unica via ammessa, a prescindere dalla data di costruzione (par. 4.2.3); rifiuti alimentari in Artico a non meno di 12 miglia, triturati a 25 mm, mai sul ghiaccio, carcasse vietate (sez. 5.2); acqua di lavaggio delle stive contenente residui di carico, solo se soddisfatte le tre condizioni del par. 5.2.1.5, il più lontano possibile da concentrazioni di ghiaccio superiori a 1/10 e comunque a non meno di 12 miglia dalla terra più vicina, dall'ice-shelf o dal fast ice (par. 5.2.1.5.4). Le eccezioni delle Regole 4 (Annesso I), 3 (Annessi II e IV) e 7 (Annesso V) restano applicabili: i chapeaux sono stati emendati dalla risoluzione MEPC.265(68) proprio per estenderle ai divieti polari. Il testo del Codice è nella risoluzione MEPC.264(68). Dal 1° luglio 2024 è inoltre in vigore il divieto di uso e trasporto come combustibile di Heavy Fuel Oil (HFO) in acque artiche (MARPOL Annesso I, Regola 43A, introdotta dalla risoluzione MEPC.329(76), in vigore dal 1° novembre 2022). La Regola 43A ha però due date: il par. 2 fa decorrere il divieto dal 1° luglio 2029 per le navi cui si applica la Regola 12A dell'Annesso I o il par. 1.2.1 del cap. 1 della Parte II-A del Polar Code, e il par. 4 stabilisce che le deroghe temporanee non si applicano dal 1° luglio 2029. Emendamenti 2023 al Polar Code, in vigore dal 1° gennaio 2026, estendono ulteriori requisiti di sicurezza della navigazione a pescherecci, yacht da diporto e navi da carico 300-500 GT.
Campo di applicazione
Ogni nave che opera in acque artiche o antartiche come definite dal Polar Code, con responsabilità del comandante nell'applicare le restrizioni di scarico più severe previste dalla Parte II-A, in aggiunta e non in sostituzione dei requisiti MARPOL standard.
Procedura / Come si compila
- Verificare se la rotta pianificata attraversa acque artiche o antartiche come definite dal Polar Code, prima della partenza.
- Non scaricare idrocarburi né miscele oleose per l'intero transito in acque artiche: il divieto del paragrafo 1.1.1 non ha soglie né condizioni operative. Restano ferme le eccezioni della Regola 4 dell'Annesso I — sicurezza della nave, salvataggio di vite umane, avaria, sostanze antinquinamento approvate — che la risoluzione MEPC.265(68) ha espressamente esteso al divieto polare. Se una di queste si verifica, la voce nell'Oil Record Book va scritta come tale, con le circostanze.
- Verificare la conformità al divieto di uso e trasporto come combustibile di HFO in acque artiche, in vigore dal 1° luglio 2024 (Annesso I, Regola 43A, par. 1), incluse le eventuali esenzioni applicabili. Per le navi cui si applica la Regola 12A dell'Annesso I o il par. 1.2.1 del cap. 1 della Parte II-A del Polar Code il divieto decorre invece dal 1° luglio 2029 (par. 2); dalla stessa data cessano di valere le deroghe temporanee (par. 4).
- Per i liquami, misurare la distanza da ice-shelf e fast ice, non dalla costa: 3 miglia se triturati e disinfettati, 12 se non lo sono, nessuna distanza fissa con impianto approvato. Su navi di categoria A e B e su tutte le navi passeggeri costruite dal 1° gennaio 2017, l'unica strada è l'impianto approvato. Lo stesso vale, a prescindere dalla data di costruzione, per le navi di categoria A e B che operano per periodi prolungati in aree con concentrazione di ghiaccio superiore a 1/10 (par. 4.2.3).
- Per i rifiuti alimentari in Artico: non meno di 12 miglia da terra, ice-shelf o fast ice, triturati a 25 mm, non contaminati da altri rifiuti, mai sul ghiaccio. Le carcasse di animali non si scaricano. Per le NLS in Artico non c'è scarico ammesso.
- Documentare nel Registro degli Idrocarburi e negli altri registri pertinenti l'applicazione delle restrizioni Polar Code durante il transito polare.
Esempio pratico
Esempio: una nave in transito nell'Artico canadese pianifica il viaggio verificando in anticipo l'assenza di scarichi di qualunque tipo di idrocarburi durante l'intero tratto polare, e conferma la conformità al divieto HFO in vigore dal 2024, in coordinamento con il Fuel Oil Changeover già pianificato per le nuove ECA della regione, designate dal 1° marzo 2026 con i limiti SOx/PM applicabili dal 1° marzo 2027.
Cosa va tipicamente storto
Errori ricorrenti Mistake Library
| Errore | Conseguenza | Come evitarlo |
|---|---|---|
| Applicazione delle sole regole standard MARPOL durante un transito in acque polari, senza considerare le restrizioni aggiuntive del Polar Code Parte II-A | Scarico non conforme alle restrizioni più severe specificamente applicabili in acque polari | Verificare sempre l'applicabilità del Polar Code Parte II-A, che sovrasta e non si limita a coincidere con MARPOL standard |
| Pianificazione del viaggio in Artico che non verifica il divieto HFO in vigore dal 2024 | Trasporto o uso non conforme di combustibile HFO in area vietata | Verificare la conformità al divieto HFO e le eventuali esenzioni applicabili prima di pianificare un transito artico |
| Residui alimentari scaricati secondo i limiti standard dell'Annesso V (3 miglia se triturati, 12 altrimenti) anche in acque artiche | Scarico non conforme: in Artico la distanza minima è 12 miglia in ogni caso, la triturazione dev'essere a 25 mm e nulla può finire sul ghiaccio | In Artico applicare i numeri della sezione 5.2: 12 miglia da terra, ice-shelf o fast ice, schermo da 25 mm, divieto di scarico sul ghiaccio e divieto di scarico delle carcasse |
Cosa controlla il PSCO
Suggerimenti operativi
- Non trattare il Polar Code come un'appendice opzionale a MARPOL: la Parte II-A introduce restrizioni obbligatorie più severe, non semplicemente raccomandazioni aggiuntive.
- Verifica sempre il divieto HFO in vigore dal 2024 durante la pianificazione di qualunque transito in acque artiche, incluse le eventuali esenzioni nazionali applicabili: le deroghe temporanee previste dal par. 4 della Regola 43A dell'Annesso I non si applicano dal 1° luglio 2029.
- Non dare per scontato che ogni capitolo della Parte II-A copra entrambe le regioni: i capitoli 1 (idrocarburi) e 2 (NLS) parlano di acque artiche, il capitolo 4 (liquami) di tutte le acque polari, il capitolo 5 (rifiuti) distingue Artico e area antartica con numeri diversi. In Antartide il divieto sugli idrocarburi viene comunque dall'Annesso I, che tratta l'area come Area Speciale (Regola 15.4).
- «Vietato» non vuol dire «senza vie d'uscita in emergenza». Le eccezioni delle Regole 4, 3 e 7 sono state estese ai divieti polari apposta: dirsi che non esistono porta a decidere male proprio nel momento in cui servono.
Checklist di preparazione
Checklist didattica. Questo riepilogo serve allo studio e alla preparazione. Non sostituisce le procedure approvate della nave, i manuali, i documenti statutari, il SMS della Compagnia o i requisiti ufficiali applicabili. Il completamento non dimostra conformità né prontezza a un'ispezione: attesta che si è letta una lista, non che la nave sia a posto. Verificare sempre i documenti aggiornati presenti a bordo.
- Rotta verificata rispetto alla definizione di acque polari del Polar Code prima della partenza
- Nessuno scarico di idrocarburi o miscele oleose per l'intero transito in acque artiche — e, se si è ricorsi a un'eccezione della Regola 4, circostanze annotate nell'Oil Record Book
- Conformità al divieto HFO verificata per il transito pianificato — 1° luglio 2024 in via generale, 1° luglio 2029 per le navi soggette alla Regola 12A dell'Annesso I o al par. 1.2.1 del cap. 1 della Parte II-A del Polar Code
- Liquami: distanza da ice-shelf o fast ice verificata (3 miglia triturati e disinfettati, 12 altrimenti) oppure impianto di trattamento approvato in funzione — per le navi di categoria A e B che operano per periodi prolungati in ghiaccio con concentrazione superiore a 1/10 l'impianto approvato è l'unica via, qualunque sia la data di costruzione (par. 4.2.3)
- Rifiuti alimentari: 12 miglia, triturazione a 25 mm, nulla scaricato sul ghiaccio, nessuna carcassa
- NLS: nessuno scarico in acque artiche
- Documentazione di viaggio che attesti la pianificazione specifica per le restrizioni polari
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